25/02/2011

ROAD TO WMTBOC 2011: intervista a Kay Haarsma (Australia)

 

Con questa intervista iniziamo una nuova serie di news con la collaborazione di Paolo Mutterle che darà voce ai protagonisti, tecnici e atleti, dei prossimi Mondiali di MTBO.
Iniziamo con il team Australia.


Non è facile trovare l'oro a 15 mila chilometri da casa, su mappe e terreni completamente nuovi, e con l'ulteriore difficoltà di trovare "ciclisti e macchine dalla parte sbagliata della strada, cioè a destra". Ce lo racconta il tecnico della nazionale australiana Kay Haarsma, famosa nel suo paese per essere stata la prima donna a correre 100 miglia a piedi (160 km) in meno di 24 ore.


"'Per motivi sia di tempo che economici i nostri atleti non riescono mai a visitare la nazione ospitante prima delle gare. Questo è un grosso svantaggio, perché una visita è sempre molto utile. Cerco di sopperire facendomi inviare notizie da amici su terreni, mappe e sistema di tracciamento. Molto importante è anche procurarsi copie di vecchie mappe della zona. Di norma arriviamo nel paese ospitante 10 giorni prima per familiarizzare con le condizioni locali; l'ideale per noi è partecipare a qualche gara, anche minore, nel weekend che precede il Mondiale".


Nel team australiano è ancora in dubbio la presenza del campione del mondo in carica, Adrian Jackson. "Per quest'anno Adrian non è sicuro di dedicarsi all'orienteering. Il suo obiettivo sono i Mondiali assoluti di mountain bike e si sta allenando duramente per parteciparvi; purtroppo sono all'incirca nello stesso periodo. Ad ogni modo i nostri trials sono in programma a Victoria il 9-10 aprile e lì verrà decisa la squadra. Dobbiamo fare i trials molto in anticipo, perché prenotare i biglietti aerei e tutto il resto richiede molto tempo".


"Penso che verremo a Vicenza con 4-6 biker elite e circa 4 junior. L'anno scorso abbiamo mandato per la prima volta quattro nostri junior ai mondiali giovanili; si sono comportati bene anche se sono molto giovani, e questo ha motivato un sacco di altri ragazzi ad allenarsi per provare ad entrare in nazionale. I costi del viaggio in Europa non ci permettono di avere ogni anno i migliori atleti disponibili, dato che devono pagarsi da soli la maggior parte delle spese".


Nonostante queste difficoltà logistiche, l'Australia ha comunque un'ottima tradizione nel MTBO. "Ai primi campionati del mondo del 2002 la nostra atleta di punta, Emily Viner, conquistò l'argento, dandoci la convinzione di poter essere competitivi a questi livelli. Con i mondiali in Australia nel 2004 poi siamo riusciti a creare un grande gruppo di atleti provenienti dalla corsa orientamento, vincendo tre medaglie individuali (una di ogni metallo), il bronzo in entrambe le staffette e altri quattro podi. L'anno scorso Adrian Jackson ha portato a casa tre medaglie nelle tre gare individuali, un risultato straordinario".


Secondo Haarsma, "è sempre un po' impegnativo sperimentare un Mondiale in una nazione nuova, perché in parte cambia anche l'organizzazione. Comunque ho già guidato l'Australia durante i JWOC disputati in Italia qualche anno fa ed è andato tutto bene. Maurizio Ongania, uno dei vostri tecnici e organizzatore di grandi eventi, è stato nazionale australiano ai Mondiali di orientamento. Almeno una persona che conosco la troverò di sicuro".



KAY HAARSMA (Australia)

Kay è il tecnico (volontario) della nazionale di MTBO. Di recente ha iniziato un lavoro part-time come high-performance manager della sua federazione. Ha rappresentato l'Australia nella corsa orientamento e ai primi mondiali di MTBO in Francia nel 2002. Come atleta è conosciuta per essere stata la prima donna australiana, negli anni '80, a correre 100 miglia in meno di 24 ore. Nel 2002 ha fatto parte della squadra femminile campione del mondo di Rogaining (orientamento di lunga distanza) in Repubblica Ceca e anche vinto la categoria elite femminile nel Bike Adventure. L'anno scorso ha vinto la sua categoria (55-59) nei campionati del mondo di mountain bike 24 ore.

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